STATUTO COMUNALE: una proposta per riconquistare e riaffermare spazi di democrazia, diritti, ruoli e poteri delle Comunità Locali

Democrazia, trasparenza, diritti sociali e del lavoro, riappropriazione dei beni comuni, termini e valori assolutamente e colpevolmente assenti dalla bozza con cui la maggioranza al Comune di Casciana Terme Lari ha inteso affrontare il percorso di definizione dello Statuto del nuovo Comune.

Tutto questo fra l’altro è stato associato dal sindaco Terreni e dal PD ad un metodo di confronto portato avanti solo nel chiuso delle “stanze istituzionali”, e a cui si sono in qualche modo adeguati gli altri rappresentanti dell’opposizione presenti in Consiglio Comunale, a conferma di una chiara impostazione riconducibile ad una concezione, chi più chi meno, autoreferenziale nell’agire politico.
Noi come lista di alternativa PER UNA SVOLTA “IN COMUNE” non abbiamo condiviso tutto questo, a partire dal metodo, tipico della politica che si sente “casta” e che non intende rendere costantemente conto del proprio operato.
Ma anche nell’impostazione dei contenuti la nostra posizione è stata radicalmente diversa, in quanto una volta per tutte occorreva dare un segnale ai governi, dimostrando da che parte dovrebbero stare sindaci e amministratori comunali, opponendosi al tentativo di svolta autoritaria finalizzata alla sostanziale riduzione della democrazia di prossimità e a restringere la funzione sociale del comune.

E’ pertanto a nostro giudizio grave, pericoloso e inconcepibile che il Sindaco e le forze politiche che lo sostengono, non abbiano sentito il dovere, di coinvolgere per tempo mesi fa tutti i soggetti singoli e collettivi presente sul territorio (associazioni, comitati, singoli cittadini) e che costituiscono il tessuto sociale di ogni Comunità locale, per acquisire il loro contributo in un percorso di costruzione partecipata dello Statuto Comunale.

Era oltremodo importante tutto questo in un momento in cui è in atto un attacco al ruolo del Comune come erogatore di servizi sociali per la collettività, per cui la costruzione del nuovo Statuto doveva rappresentare con chiarezza l’opposizione al tentativo di spoliazione di identità e diritti delle comunità locali.

Avevamo cercato di sollecitare questi dibattiti pubblici con insistenza e con largo anticipo nell’agosto scorso, a partire da un incontro pubblico alla Festa Rossa di Perignano con gli altri gruppi consiliari.
Il titolo di quell’incontro, “Nuovo Statuto Comunale: un’occasione per ampliare gli spazi di democrazia dal basso?” riletto oggi è la dimostrazione di ciò che il Sindaco Terreni e la sua maggioranza hanno fatto!
Non volendo intraprendere questo percorso hanno lasciato trascorrere pressoché inutilmente i 6 mesi di tempo che Regione Toscana assegnava come termine per approvare lo Statuto del nuovo comune, per gestirlo poi in via approssimativa con un approccio tipico di un semplice adempimento burocratico.

Noi invece non abbiamo rinunciato al nostro impegno assunto fin dalla campagna elettorale, e abbiamo attivato una serie di incontri aperti a tutti, per confrontarci con ogni soggetto titolare di diritti, ma anche portatore di bisogni singoli o collettivi, al fine di includere i loro contributi partecipativi all’interno della proposta statutaria.

In particolare, a seguito di incontri, contatti e segnalazioni acquisite attraverso il nostro sito web , abbiamo profondamente trasformato il testo di Statuto della maggioranza prevedendo:

* l’inserimento del concetto di beni comuni al fine di riappropriarne il diritto di fruizione all’intera comunità locale allo scopo di salvaguardare territorio, patrimonio, ambiente e pubblici servizi

* la partecipazione popolare, allo scopo di assicurare, attraverso uno specifico regolamento, il buon andamento, l’imparzialità e la trasparenza del comune;

* il decentramento di servizi, anche per promuovere la partecipazione democratica dei componenti le comunità locali attraverso assemblee permanenti delle frazioni;

* l’istituzione di forme di democrazia diretta come referendum consultivi, propositivi e abrogativi, richiesti da non più del 4% dei residenti e senza necessità di quorum in analogia a quanto effettuato con quello di fusione;

* le forme di trasparenza, il diritto di informazione e l’accesso civico, al fine di garantire il controllo sull’utilizzo delle risorse pubbliche, l’acquisizione, diffusione, pubblicazione di dati, notizie, l’accesso senza limitazione ad atti e documenti;

* il bilancio partecipato, per consentire la partecipazione diretta dei cittadini singoli o associati sia alla definizione delle politiche di bilancio e fiscali che alla verifica a consuntivo sul loro efficace e corretto utilizzo;

* nel caso di società di capitali, la definizione di indirizzi di gestione per le società pubblico private a maggioranza pubblica, la individuazione di criteri, procedure pubbliche e cause di incompatibilità funzionali per la nomina degli amministratori, l’attribuzione di forme di controllo al Consiglio in merito alle nomine;

* in merito all’organizzazione degli uffici, dei servizi e del personale al fine di individuare criteri per definire le attività svolte direttamente dal comune, la valorizzazione del proprio personale come contrasto alla esternalizzazione, lo snellimento delle strutture di vertice e la rotazione dei relativi incarichi in coerenza con i codici di comportamento e i piani anticorruzione;

* in relazione ai responsabili dei servizi, la individuazione degli idonei a seguito di procedure pubbliche interne trasparenti e accessibili a chiunque, la nomina in conseguenza di quanto sopra con provvedimento motivato, il ricorso ad incarichi a termine all’esterno solo in situazioni eccezionali debitamente comprovate e per periodi di tempo limitati nel corso del mandato amministrativo;

Si tratta di una proposta su cui attiveremo campagne informative e divulgative, e che il nostro gruppo consiliare porterà alla discussione nelle commissioni e in consiglio comunale come proposta complessiva inscindibile sotto il profilo politico e dei contenuti.

Lo Statuto del Comune di Casciana Terme Lari è l’occasione per attivare una forte opposizione sociale e contrastare il processo che, attraverso la troika europea e passando per i governi nazionali, tende a sminuire il ruolo del comune sia come garante dei diritti sociali che di erogatore di servizi pubblici collettivi in risposta ai bisogni delle proprie comunità.
Per questo è l’occasione per dare un segnale preciso sostenendo una forte lotta di resistenza e di riappropriazione sociale a partire dai territori.

Lista di Alternativa e Gruppo Consiliare PER UNA SVOLTA “IN COMUNE”

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